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1. Per iniziare
L'importo del mutuo
L’intermediario, generalmente, finanzia
fino all’80% del valore di mercato dell’immobile, valore stabilito in base
alla perizia effettuata da un tecnico.
Eccezionalmente gli intermediari concedono
mutui che vanno oltre l’80% del valore dell’immobile ed in questi casi
richiedono garanzie supplettive che si trsformano in condizioni più sfavorevoli per il cliente.
La rata ideale
Per stabilire la rata ideale del mutuo è
opportuno considerare il proprio reddito mensile al netto delle spese
fisse per il normale sostentamento della famiglia ed per questo è opportuno
che la rata non superi un terzo del reddito a disposizione.
I costi del
mutuo
La parte prevalente del costo e mutuo è
costituita dagli interessi che dipendono
anche dalla durata del mutuo.
Agli interessi vanno aggiunti gli altri costi
che devono essere indicati nel Foglio Informativo disponibile presso
l’intermediario, le spese notarili e le imposte.
La durata del mutuo
La durata del mutuo viene concordata tra il cliente e
l' intermediario ed incide sull’importo della rata.
A parità di importo erogato e di
tasso di interesse, quanto più breve è la durata, tanto più alte sono le rate
ma inferiore è il totale degli interessi;
quanto più lunga è la durata, l 'importo delle rate è inferiore ma tanto
maggiore è l’importo dovuto per gli interessi.
2. Come orientarsi tra i vari tipi di
mutuo
I principali tipi di mutuo
Mutuo a tasso fisso
II tasso di interesse resta uguale per
tutta la durata del mutuo e lo svantaggio è quello non poter sfruttare
eventuali ribassi dei tassi di mercato.
Pertanto, il tasso fisso è consigliabile a chi
vuole essere certo degli importi delle singole rate e del costo complessivo
dell'operazione, ma a fronte di questo vantaggio l’intermediario
spesso applica condizioni più onerose rispetto al mutuo a tasso variabile.
Il tasso interbancario di riferimento
utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso
fisso è l'EURIRS.
Mutuo a tasso variabile
Il tasso di interesse varia a scadenze
prestabilite rispetto al tasso di partenza secondo le oscillazioni del
parametro di riferimento (EURIBOR), per cui il principale rischio
in questo tipo di mutui è l’aumento imprevedibile dell’importo o del numero
delle rate.
I tassi variabili all’inizio sono più bassi
rispetto a quelli fissi, ma potendo aumentare nel tempo, possono far
aumentare in modo consistente il numero delle rate.
Il tasso variabile è pertanto consigliato a chi
vuole essere sempre in linea con l’andamento del mercato, godere degli
eventuali ribassi del costo del denaro ed a chi ha un reddito medio-elevato.
Mutuo a tasso misto
Con il "tasso misto" durante la durata del mutuo è possibile modificare, a
scadenze fisse ed alle condizioni stabilite nel contratto, il tipo di
tasso scelto inizialmente optando tra tasso fisso e tasso variabile.
I vantaggi e gli svantaggi sono relativamente quelli del tasso fisso e variabile
.
Questo tipo di mutuo è consigliabile per chi preferisce non prendere subito una
decisione definitiva sul tasso e vuole poter adattare il tasso
del mutuo alle future condizioni del mercato.
Mutuo con tasso "capped rate"
(denominato anche CAP)
Il "tasso capped rate" è invece un tasso
variabile con un tetto massimo predeterminato oltre il quale il tasso
d'interesse non potrà mai salire, anche se i tassi di mercato dovessero
superarlo.
Per ottenere tale garanzia, in genere l'intermediario applica uno spread
più elevato rispetto a quello applicato per il tasso variabile normale.
Il CAP è consigliato per chi vuole mantenere la
flessibilità del tasso variabile limitandone i rischi ma non vuole rinunciare
alla garanzia di un tasso fisso.
Mutuo con tasso bilanciato (o
MIX)
Il "tasso bilanciato" o mix è così
chiamato perché composto da una parte a tasso fisso ed una a tasso variabile.
Il bilanciamento tra le due parti può variare, a seconda del peso che si
preferisce dare al tasso fisso rispetto a quello variabile.
Questo tipo di tasso è consigliato a chi cerca
il miglior equilibrio tra le caratteristiche del tasso fisso e del tasso
variabile.
Alcuni elementi da considerare
Parametri di riferimento e spread
Nei finanziamenti a medio e lungo termine, i
tassi generalmente vengono ancorati a quelli del mercato monetario e
finanziario, che divengono in tal modo i tassi di riferimento.
Per il tasso variabile il tasso di riferimento è l'EURIBOR (euro Interbank
Offered Rate) mentre per il tasso fisso il tasso di riferimento è l'EURIRS
(euro Interest Rate Swap).
Ai tassi di riferimento come sopra individuati, le Banche sommano una
percentuale (detta "spread") che oscilla mediamente tra l'1% e il 3%.
Altri adempimenti
Gli interessi pagati per un mutuo ipotecario
stipulato per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione
principale sono detraibili dall’Irpef; l’importo e le condizioni per la detrazione
sono fissati dalla legge.
Per avere maggiori informazioni è possibile
consultare il sito www.agenziaentrate.gov.it oppure
contattare il call center 848.800.444.
I
costi
Il costo di un mutuo non è limitato solo agli
interessi. Pertanto, per evitare imprevisti o spiacevoli sorprese è importante
conoscere prima tutte le spese che si devono sostenere quando si accende un
mutuo.
Il mutuatario, infatti, è tenuto a corrispondere, oltre agli interessi
pattuiti, anche :
-
le spese di istruttoria della pratica:
l'istruttoria è la fase iniziale in cui la Banca compie tutti gli atti
necessari a stabilire se il finanziamento debba o meno essere concesso, come
ad esempio valutare la capacità reddituale del richiedente,
acquisire la documentazione necessaria, ecc. Il costo può essere fisso ( tra i
180 e i 300 euro) oppure può essere una percentuale tra lo 0,1% e
lo 0,5% dell'importo finanziato;
-
le spese di perizia: la perizia è
effettuata da un tecnico di fiducia della Banca che accerta il valore
dell'immobile e che lo stesso non presenti anomalie o abusi
edilizi. Le spese possono oscillare tra i 100 e i 300 euro;
-
le spese notarili: comprendono
gli onorari del notaio e le imposte dovute allo Stato per l’attività
contrattuale (ad esempio l’iscrizione dell’ipoteca). Tali spese variano a
seconda del tipo di atto, dell’importo dell’ipoteca e dell’ente erogante.
-
il costo dell'imposta sostitutiva:
tale imposta è richiesta nella misura dello 0,25% sull'importo
erogato se si acquista un immobile come prima casa e se l'ente erogante è una banca o una finanziaria parificata.
Nel caso di acquisto, costruzione o ristrutturazione di immobili ad uso
abitativo diversi da prima casa o in caso di altri enti eroganti si paga
l'intera imposta ipotecaria pari al 2%. La Legge Finanziaria 2008 ha poi
stabilito che anche per i finanziamenti per l'acquisto, la costruzione e la
ristrutturazione di immobili "prima casa" si applica l'imposta sostitutiva del
2%, se tale condizione non risulta da dichiarazione del mutuatario
nell'atto di finanziamento;
-
costi assicurativi :
l'Assicurazione Incendio è richiesta obbligatoriamente ed il suo costo
dipende dal valore dell'immobile e dall'importo e dalla durata del mutuo.
Inoltre, alcuni intermediari possono
richiedere di sottoscrivere un'assicurazione sulla vita.
-
Estinzione anticipata: l’articolo
7 della legge 40/2007 (Decreto Bersani) stabilisce che per i mutui
stipulati a partire dal 2 Febbraio 2007 da persone fisiche per l'acquisto o la
ristrutturazione di immobili adibiti ad abitazione o allo svolgimento della
propria attività professionale nessuna penale è dovuta per la loro estinzione
anticipata.
Piano di ammortamento
Il piano di ammortamento è il piano di
restituzione del debito e stabilisce la data entro la quale tutto il debito
deve essere pagato, la scadenza delle singole rate (es. mensile o
trimestrale). Per questo motivo è fondamentale, nel caso di un mutuo a tasso
fisso, chiederne una copia all'intermediario.
La rata è composta da due elementi:
-
quota capitale, cioè l’importo del
finanziamento restituito
-
quota interessi, cioè l’interesse maturato.
Il piano di ammortamento più diffuso in
Italia è il metodo cosiddetto “francese" caratterizzato da una rata che prevede una quota capitale crescente e una
quota interessi decrescente.
Nel primo periodo si pagano soprattutto
interessi e a mano a mano che il capitale viene restituito l’ammontare
degli interessi diminuisce e la quota capitale aumenta.
3. Prima di decidere ...
È importante valutare, sulla base della propria
capacità economica, i vantaggi e svantaggi del tipo di tasso considerando i loro possibili sviluppi nel tempo.
È importante, altresì, confrontare le offerte
di più intermediari. Infatti i tassi e le condizioni possono variare anche di
molto ed oggi quasi tutti gli intermediari pubblicano sui loro siti internet i
Fogli informativi di ciascun mutuo.
Altro fondamentale elemento da valutare è il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) che,
per legge, tutti gli intermediari devono pubblicare sui Fogli Informativi.
Il TAEG indica il costo complessivo del mutuo e
comprende il tasso di interesse (compreso lo spread
dell’intermediario) e le altre voci di spesa (ad esempio spese di istruttoria
della pratica).
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